Nel 2023, un diamante grezzo di 47 carati proveniente dalla miniera di Letseng, in Lesotho, è stato tagliato con una geometria mai vista: un cuneo a 12 facce asimmetriche, capace di generare un’ombra colorata all’interno della pietra. Questo taglio, battezzato “Khepra” dal nome dello scarabeo egizio che spinge il sole, ha frantumato ogni regola della simmetria tradizionale. Non si tratta di una moda effimera, ma di un ritorno alle origini: i gioiellieri del Rinascimento fiorentino, come Benvenuto Cellini, già sperimentavano tagli irregolari per catturare la luce nelle stanze buie dei palazzi. Oggi, il taglio a cuneo riprende quella sfida, ma con strumenti laser e software 3D che permettono di calcolare l’angolo perfetto per ogni singola pietra.
Come funziona il taglio a cuneo
Il taglio a cuneo non è un semplice profilo a V: è una scultura tridimensionale in cui ogni faccia è inclinata di un angolo diverso, creando un effetto di prismi sovrapposti. Mentre un brillante rotondo disperde la luce in modo uniforme, il cuneo la spezza in fasci distinti, generando un arcobaleno interno che cambia a ogni movimento. La tecnica richiede una precisione al centesimo di millimetro: se una faccia sbaglia di 0,5 gradi, il gioco di luce si perde. I maestri tagliatori di Anversa e Idar-Oberstein stanno riscoprendo questa arte, utilizzando diamanti con inclusioni strategiche – quelle piccole imperfezioni che un tempo venivano nascoste – per amplificare l’effetto cromatico. Il risultato è una pietra che sembra viva, quasi respirante, come se la luce non si riflettesse ma venisse assorbita e restituita in frammenti.
Perché l’alta gioielleria lo sta abbracciando
Le grandi maison, da Cartier a Boucheron, hanno iniziato a commissionare tagli a cuneo per le loro collezioni haute joaillerie, non per una questione estetica, ma per una necessità di unicità. In un mercato saturo di diamanti certificati e tagli standardizzati, il cuneo offre una firma visiva impossibile da replicare: ogni pietra è un pezzo unico, con una personalità definita dalla posizione delle sue facce. I collezionisti più esigenti cercano questo tipo di taglio perché capace di dialogare con la luce naturale in modo imprevedibile: un anello con un cuneo di 10 carati può sembrare giallo al tramonto e blu elettrico a mezzogiorno. Inoltre, il taglio a cuneo permette di valorizzare diamanti di forma irregolare – quelli che un tempo venivano scartati – trasformandoli in protagonisti di creazioni che sfidano la logica della simmetria.
Come indossare un gioiello con taglio a cuneo
La potenza visiva di un diamante a cuneo richiede un abbinamento studiato: meglio indossarlo su tessuti scuri e opachi – velluto nero, seta blu notte, lana grigia – che assorbono la luce e lasciano parlare la pietra. Un anello con cuneo si porta da solo, senza altri gioielli intorno, per evitare conflitti di riflessi. Per chi ama osare, un pendente a cuneo su una collana di platino o oro bianco funziona come un talismano contemporaneo: la sua luce spezzata attira lo sguardo senza urlare, come un segreto sussurrato. Gli uomini, in particolare, stanno riscoprendo questo taglio per anelli e gemelli, perché la sua geometria decisa si allontana dalla delicatezza dei brillanti tradizionali, offrendo un’eleganza scultorea e quasi architettonica.





